Una posizione strategica: immersi nella natura ma facilmente raggiungibili
A Fratte di Cimpello, a pochi minuti dal centro di Fiume Veneto e a un passo dalle principali vie di comunicazione come l’autostrada A28 e la statale Pontebbana, c’è una cucina che ogni giorno fa molto più che preparare pasti. È la Cucina delle Fratte, un servizio di ristorazione collettiva che serve aziende e centri diurni, ma soprattutto serve il territorio. Perché qui, ogni piatto racconta una storia di inclusione, formazione e rinascita.
Dietro le quinte c’è un progetto sociale che mette al centro le persone, in particolare chi ha bisogno di una seconda possibilità. È un luogo dove si lavora, si impara, si cresce. E dove il cibo diventa strumento di dignità e partecipazione.

Questa esperienza si inserisce nel percorso di coprogettazione “Rilancio delle Fratte”, avviato nel 2024 grazie alla collaborazione tra il Comune di Fiume Veneto, l’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale (ASFO) e una rete di enti del terzo settore: le cooperative Il Piccolo Principe (capofila), Noncello, Il Ponte e l’associazione ARTSAM.
L’obiettivo? Valorizzare il complesso delle Fratte, un bene a vocazione sociale ed educativa lasciato in eredità dal Conte Ricchieri, e trasformarlo in un polo dove si intrecciano lavoro, disabilità, salute mentale e formazione, in continuità con l’esperienza della storica cooperativa Il Seme nel settore ortofloricolo.
Grazie agli investimenti dello scorso anno della Cooperativa Il Piccolo Principe e di quelli previsti per il 2025, la Cucina delle Fratte ha potuto fare un salto di qualità anche sul piano tecnologico. Investimenti pensati non solo per migliorare la qualità e la sicurezza dei pasti, ma anche per rendere il lavoro più semplice, efficiente e dignitoso per chi ogni giorno si mette il grembiule.

Un servizio che mette al centro le persone
Quello che rende davvero speciale la Cucina delle Fratte non è solo la capacità di preparare pasti buoni e sicuri per tante persone ogni giorno. È l’attenzione concreta alle persone. Più della metà degli operatori proviene da situazioni di svantaggio: uomini e donne che, grazie a questo lavoro, hanno trovato una nuova occasione per rimettersi in gioco, imparare un mestiere e sentirsi parte attiva della comunità.
Ogni anno, grazie a percorsi di formazione e tirocinio, nuove figure si avvicinano al mondo della ristorazione collettiva. Non si tratta solo di imparare a cucinare, ma di acquisire competenze, responsabilità e fiducia in sé stessi. È un percorso che trasforma, passo dopo passo.
Un’opportunità anche per le aziende
Sempre più imprese scelgono di affidarsi a servizi di ristorazione collettiva che, come la Cucina delle Fratte, uniscono qualità e responsabilità sociale.
Perché oggi, offrire un pasto buono e sano non basta più: serve anche raccontare una storia, costruire un legame con il territorio, contribuire a un’economia più giusta e inclusiva.
Scegliere un servizio come questo significa fare una scelta di valore, che migliora l’ambiente di lavoro e rafforza l’identità aziendale. È un modo concreto per prendersi cura delle persone, dentro e fuori l’azienda.
Un progetto che cresce insieme alla comunità
La storia della Cucina delle Fratte dimostra che innovazione e inclusione possono andare di pari passo. Grazie alla sinergia tra enti pubblici, sanità e terzo settore, questo servizio è diventato un punto di riferimento per tutto il territorio.
E non è finita qui: il progetto “Rilancio delle Fratte” guarda avanti, con l’ambizione di trasformare l’intero complesso in un luogo vivo e aperto, dove si intrecciano lavoro, salute, formazione e relazioni.
Un luogo dove il cibo è solo l’inizio di qualcosa di molto più grande.


