Servizio Civile Solidale: crescere donando il proprio tempo

Due ragazze vicino l'una all'altra si abbracciano e sorridono. Sono volontarie del servizio civile solidale

Marta e Claudia hanno scelto di dedicare un anno a qualcosa di più grande: un’esperienza di crescita personale e sociale attraverso il Servizio Civile Solidale nella nostra Cooperativa.

Ogni anno, Il Piccolo Principe accoglie giovani dai 16 ai 18 anni che scelgono di mettersi in gioco nel proprio territorio, affiancando educatori e operatori in attività con bambini, ragazzi e persone con disabilità. Un’opportunità concreta per imparare sul campo, sviluppare empatia e vivere relazioni autentiche.
È proprio quello che stanno vivendo Marta e Claudia, che da ottobre partecipano al progetto con entusiasmo. Abbiamo raccolto il loro racconto per condividere il valore profondo di questa esperienza

Come nasce la scelta di fare il Servizio Civile Solidale?

Per Marta, tutto è partito da un suggerimento in famiglia: «È stata mia mamma a segnalarmi questa possibilità. Conoscevo già il Piccolo Principe grazie al centro estivo dell’Estate in Fattoria alla Volpe sotto i Gelsi, dove ho fatto l’animatrice per due anni. Sono sempre iniziative che ti lasciano qualcosa, che ti fanno crescere.»

Anche Claudia era già vicina alla Cooperativa: «Avevo fatto volontariato al doposcuola (Servizio Socio Educativo per Minori) che si svolge assieme all’Associazione Il Noce e mi era piaciuto tantissimo, mi aveva dato tanta soddisfazione. Ogni anno dal Progetto Giovani di Casarsa arrivano varie proposte, e così ne avevo sentito parlare anche lì. Poi un amico che aveva fatto il servizio civile solidale me lo ha consigliato. Così ho deciso di fare domanda.»

Le prime impressioni e l’impatto dell’esperienza

Non sempre l’inizio è facile. Marta lo racconta con sincerità: «All’inizio ho fatto un po’ fatica. Avrei voluto lavorare con i bambini delle elementari, ma con gli orari di scuola non riuscivo. Ho iniziato al doposcuola con le medie, ma mi sentivo in difficoltà nell’aiutare nei compiti. Poi ho scoperto lo Spazio Sosta a Valvasone, un luogo di aggregazione per ragazzi sempre gestito dagli educatori del Piccolo Principe. Lì ho trovato la mia dimensione

Claudia invece si è sentita subito a casa: «Conoscevo già l’ambiente del Doposcuola. Mi sono dedicata ai ragazzi delle medie e sono riuscita a fare anche servizio al Centro socio occupazionale per persone con disabilità della Cooperativa (Cso). Lì gioco spesso con i ragazzi, parliamo, condividiamo momenti semplici ma pieni di significato. Non ho mai avuto paura, sono estroversa e mi sono sentita subito accolta: mi chiedono come sto, mi ringraziano, e io mi sento parte di qualcosa di bello.»

Servizio Civile nei diversi servizi della Cooperativa

Durante il percorso, Marta e Claudia hanno toccato diversi ambiti. Marta prevede di ampliare la sua esperienza quest’estate: «Mi sarebbe piaciuto andare anche al Cso, ma non riuscivo a incastrare gli orari con la scuola. Recupererò a giugno e luglio, quando darò una mano anche nei centri estivi.»

Anche Claudia parteciperà alle attività estive, dopo un anno ricco e impegnativo: «Quest’anno ho avuto tanti impegni oltre al servizio civile e non è stato semplice far quadrare tutto. Però lo rifarei: se avessi avuto meno cose in ballo, lo avrei vissuto con ancora più serenità. Però ne è valsa la pena, è un’esperienza che ti arricchisce.»

Perché il Servizio Civile Solidale lascia il segno

Per entrambe, il Servizio Civile è stato molto più di un impegno settimanale. È stato un modo per entrare in relazione con l’altro in maniera profonda.
Marta lo racconta così: «Quando sei lì, ti dimentichi tutto il resto. Stacchi la testa dallo studio e vivi il momento. Io sono una persona che ha bisogno di fare, di essere in relazione. Preferisco la parte concreta, quella vissuta. E questo progetto mi ha dato proprio questo

Claudia aggiunge una riflessione importante: «Molti pensano al contributo economico finale. Ma non è quello il cuore dell’esperienza. Io lo rifarei anche senza. Il Servizio Civile è donarsi. È mettersi nei panni degli altri, essere presenti davvero. È una scelta che parte dall’amore per le persone.»

Un ricordo da portare con sé

Abbiamo chiesto a Marta e Claudia di raccontarci qualcosa che si porteranno nel cuore.
Claudia non ha dubbi: «Una persona che si chiama Alex. Al CSO giocavamo spesso insieme. Un giorno mi ha abbracciata e mi ha dato un fiorellino. Mi sono commossa. Ma anche al Doposcuola: i momenti in cui le ragazze mi confidano qualcosa, e io dico “ok, cinque minuti di gossip e poi torniamo ai compiti”… sono piccole cose, ma restano.»

Marta si porta a casa un’immagine semplice ma potente: «I sorrisi dei ragazzi. Quando vedi che uno è da solo, ti avvicini e gli chiedi se vuole giocare, e ti guarda con gratitudine. Quei sorrisi veri, sinceri, oggi sono sempre più rari. Io pensavo di essere un’estranea per loro, invece mi hanno coinvolta, fatta sentire parte. Gli voglio bene.»

Un’opportunità per mettersi in gioco e scoprire il valore della relazione

Il Servizio Civile Solidale nella nostra Cooperativa è questo: un’esperienza concreta, intensa, profondamente umana. Un percorso che mette al centro le relazioni e offre ai giovani la possibilità di scoprire sé stessi nel gesto quotidiano del prendersi cura.

👉 Vuoi scoprire di più su questa esperienza e sui progetti della Cooperativa che coinvolge?
Seguici sui nostri canali social: vi racconteremo le storie, le attività e le novità anche nei prossimi mesi.

DONARLO
è FACILE!