Abbiamo partecipato a un’esperienza di scambio internazionale che ci ha permesso di guardare al nostro lavoro da una prospettiva diversa, confrontandoci con realtà europee impegnate nell’inclusione delle persone con disabilità.
A febbraio, Stefania Pavan, responsabile dei nostri servizi per le persone con disabilità, ha preso parte alla visita studio Empowering Youth Workers, progetto europeo promosso da AllSportAcademy insieme ad altre organizzazioni nonprofit della provincia di Pordenone, in collaborazione con Hitt Húsið – Centro Giovani di Reykjavik.
Un’occasione per osservare da vicino modelli, pratiche e approcci che mettono al centro le persone, le relazioni e le opportunità di partecipazione.
Inclusione e sport: uno sguardo europeo
Stefania, qual era l’obiettivo di questa esperienza?
“L’obiettivo era confrontarsi con altri contesti europei su come costruire servizi inclusivi, in particolare nelle attività sportive e del tempo libero. Abbiamo lavorato sul tema dell’inclusione delle persone con disabilità partendo da un approccio molto concreto, fatto di esperienze, osservazione e scambio.”
Durante la settimana a Reykjavik, il gruppo ha visitato diverse realtà educative e sociali, incontrando operatori e organizzazioni impegnate nel lavoro con giovani con e senza disabilità.
Esperienze e buone pratiche in Islanda
Quali luoghi ti hanno colpito di più?
“Ogni realtà aveva qualcosa da insegnare. Hitt Husid, ad esempio, è un centro giovanile in cui ragazzi con e senza disabilità condividono attività artistiche, relazionali e sportive. È un luogo in cui ognuno può esprimere le proprie capacità.”
Tra le esperienze più significative, Stefania racconta anche la visita a Klettascoli, una scuola con spazi molto ampi e attrezzati che accoglie bambini e ragazzi anche con disabilità grave, dove l’obiettivo principale non è tanto quello di imparare o apprendere nozioni, ma lo sviluppo di competenze utili per una vita il più possibile autonoma.
“Il loro motto è ‘Never give up’. È un approccio che mette al centro la persona e le sue possibilità.”
Il gruppo ha visitato anche un liceo con percorsi personalizzati per studenti con disabilità, una struttura dedicata all’autonomia abitativa per giovani adulti, il centro OPUS per la socializzazione e l’inserimento lavorativo, e realtà come Glo Reykiadalur e Solheimar, dove inclusione, comunità e sostenibilità si intrecciano nella vita quotidiana.
Lavorare in rete per costruire inclusione
Cosa porti a casa da questa esperienza?
Mi sono riempita gli occhi con una natura spettacolare, le orecchie di storie di vita e professionali da cui c’è molto da imparare, le mani di tanta voglia di fare ancora meglio al mio rientro ed il cuore di relazioni e scambi con le persone che si sono mostrate nella loro unicità.
Ho capito che l’inclusione sociale si raggiunge più facilmente lavorando in rete, ciascuno per il proprio pezzetto e che il lavoro, le relazioni e le sfide di ogni giorno si possono affrontare con l’esperienza ma anche con la giusta dose di leggerezza e di divertimento!
Crescere attraverso lo scambio
Esperienze come questa rappresentano per noi un’opportunità concreta per migliorare i servizi che offriamo, rafforzare le competenze degli operatori e costruire legami con altre realtà europee.
Crediamo che l’inclusione passi anche da qui: dalla capacità di mettersi in dialogo, di osservare, di imparare e di riportare nei contesti locali ciò che può generare nuove possibilità.
Continuiamo a lavorare perché ogni persona possa trovare il proprio spazio, anche attraverso lo sport, il tempo libero e relazioni che fanno crescere.
Un grazie condiviso
Un grazie speciale va ad Anna De Vita di Anffas per aver reso possibile questa opportunità e a tutte le persone che hanno preso parte a questa esperienza insieme a noi.
Un ringraziamento anche agli operatori della Hitt Húsið – Hugrun, Kria, Lilly, Isak, Paulina, Harpa e Fridrik – per l’accoglienza e la disponibilità, e a tutte le realtà che abbiamo incontrato durante le visite, che ci hanno aperto le porte condividendo il loro lavoro e le loro esperienze.


