Alla Cucina delle Fratte di Fiume Veneto si è concluso con successo il corso di cucina promosso dalla nostra Cooperativa in collaborazione con l’ente formativo Cefap di Codroipo. Un percorso dedicato alla formazione e all’inclusione sociale di persone con fragilità, che ha trovato il suo momento finale a fine dicembre.
L’esame conclusivo non è stato solo una prova tecnica, ma il punto di arrivo di un cammino costruito nel tempo, fatto di impegno quotidiano, relazioni e fiducia. A valutarlo è stata una giuria speciale composta da rappresentanti delle istituzioni e dei servizi del territorio, a testimonianza di una rete che accompagna e sostiene.
Un esame tra cucina e inclusione
Per un giorno la Cucina delle Fratte, servizio della Cooperativa dedicato alla ristorazione collettiva e all’integrazione lavorativa di persone con fragilità, si è trasformata in un ristorante d’eccellenza. I protagonisti sono stati sei corsisti che hanno affrontato l’esame finale preparando e presentando un menù completo: ciascuno ha avuto la responsabilità di una portata, lavorando in squadra e supportato dai compagni, come avviene in una vera cucina professionale.
Il corso, avviato lo scorso luglio e della durata di 100 ore, ha coinvolto quattro persone seguite dal Dipartimento Dipendenze e Salute Mentale dell’ASFO e due persone seguite dai Servizi Sociali dell’Ambito Sile Meduna. Durante l’esame finale, la cucina è diventata il luogo in cui competenze, organizzazione e collaborazione hanno preso forma concreta.
Alla giornata conclusiva hanno preso parte la sindaca di Fiume Veneto, Jessica Canton, la direttrice del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASFO, Cristina Meneguzzi, e il responsabile dell’Ambito Sile Meduna, Stefano Franzin, insieme a operatori e operatrici che hanno contribuito alla valutazione finale degustando i piatti preparati.
La formazione come spazio di crescita
Il menù proposto ha spaziato dagli antipasti al dolce: crespelle alle zucchine, pasta fresca burro e salvia, corona di pane al basilico, involtini al radicchio, angel cake e sacher torte. A guidare il corso è stata Carla Tosolini, chef con una lunga esperienza come cuoca e ristoratrice del territorio e da anni collaboratrice della Cooperativa Il Piccolo Principe. Grazie alle sue competenze tecniche e alle capacità di insegnamento, il percorso ha permesso ai partecipanti di acquisire abilità professionali, metodo di lavoro e maggiore sicurezza.
Come ha sottolineato Tobia Anese, responsabile dei progetti di integrazione lavorativa della Cooperativa “la formazione ha trasmesso non solo competenze operative e organizzative, ma anche creatività e passione per la cucina. Durante l’esame finale, dopo quasi quattro ore di lavoro intenso, i corsisti hanno presentato i piatti con emozione e consapevolezza, mostrando risultati che hanno superato le aspettative.”
Alcuni partecipanti hanno raccontato come il corso abbia avuto ricadute positive anche nella vita quotidiana, portando a un cambiamento delle abitudini alimentari di tutta la famiglia, con particolare apprezzamento da parte dei bambini.
Un progetto che si inserisce in una visione più ampia
Il corso di cucina fa parte di un impegno più ampio della Cooperativa Il Piccolo Principe sul fronte della formazione e dell’inclusione. Nel corso del 2025, in collaborazione con l’ente formativo Soform, sono stati attivati anche altri percorsi dedicati alle tecniche di manutenzione del verde, alle competenze trasversali e all’informatica. Complessivamente hanno partecipato circa trenta persone seguite dai servizi ASFO e dai Servizi Sociali del territorio.
La Cucina delle Fratte, attiva dal 2013 nei locali comunali di Fiume Veneto, continua a crescere come servizio e come progetto sociale. Oggi prepara e distribuisce quotidianamente oltre 300 pasti destinati ai centri diurni dell’Azienda Sanitaria e ad aziende locali, con punte che raggiungono i 500 pasti al giorno nei mesi estivi. A fronte di una domanda in aumento, la produzione è passata dai 60.000 pasti annui del 2023 ai circa 75.000 del 2025, anche grazie a investimenti in nuove attrezzature e a una crescente attenzione alla sostenibilità ambientale.
Il cuore resta l’impatto sociale
Oltre i numeri, il cuore del progetto resta l’impatto sulle persone. Più del 50% dei lavoratori impiegati alla Cucina delle Fratte è costituito da persone con svantaggio, inserite attraverso percorsi strutturati di formazione e accompagnamento al lavoro. Solo negli ultimi due anni sono stati attivati oltre venti tirocini.
È in esperienze come questa che ritroviamo il senso del nostro agire quotidiano: costruire opportunità concrete, dove la formazione diventa lavoro e il lavoro uno spazio reale di crescita, dignità e partecipazione alla vita della comunità.


