Si è concluso Dritti a Zig Zag, progetto che abbiamo realizzato grazie al sostegno di Fondazione Friuli, per contrastare le situazioni ad alto rischio di emarginazione e la dispersione scolastica tra i più giovani, sostenendo ragazze e ragazzi, in particolare nel secondo ciclo delle scuole primarie e in quelle secondarie di primo grado.
Al progetto hanno partecipato 23 ragazzi di età compresa tra i 9 e i 13 anni, di questi il 90 % sono di origine straniera. Sono stati 7 gli alunni frequentanti gli ultimi due anni delle scuole primarie e 16 quelli della scuola secondaria di primo grado. A seguirli, in questo percorso durato 10 mesi, sono stati due educatori e 8 volontari a rotazione. “Il progetto, iniziato a settembre, si è concluso a giugno – spiega Luigi Cesarin, Presidente del Piccolo Principe – e ha previsto un supporto scolastico, integrato ad altre attività. L’obiettivo è stato quello di lavorare per costruire quella relazione di aiuto essenziale per favorire l’incremento dell’autostima e delle autonomie personali. Inoltre – ha aggiunto – abbiamo rilevato come spesso i bambini e ragazzi fragili che cominciano a manifestare situazioni di disagio sono anche quelli meno inseriti in contesti extrascolastici, nell’associazionismo della comunità sia esso sportivo, ricreativo, parrocchiale, andando così ad incrementare forme di esclusione e isolamento. Quello che il progetto Dritti a Zig Zag ha cercato di promuovere, sono state forme di socialità aperte al territorio così da favorire la dimensione dell’appartenenza alla comunità, prendendosi cura anche delle famiglie”.
Il supporto scolastico e socio educativo per evitare il rischio di dispersione scolastica è stata l’attività principale, ma è stata promossa anche la parte ludica, di socialità con giochi all’aperto e sono stati realizzati laboratori. “Tra le attività proposte – aggiunge Luigi Cesarin – anche la preparazione della merenda a turno per tutto il gruppo come momento conviviale, i giochi di carte della tradizione popolare, gli insegnamenti di base dell’uso del PC e dei social in modo corretto e della classroom scolastica. Non solo, sono stati organizzati mini tornei di calcio, calcetto, gare di puzzle, memory… Si è favorito l’inserimento di alcuni ragazzi in attività sportive, in particolare con le società di calcio locale. E a fine anno, siamo riusciti a far sperimentare ai ragazzi diversi sport: tennis, bocce e tiro con l’arco”.
Oltre allo studio e al potenziamento scolastico, è stato fatto un percorso sul riconoscimento linguistico e culturale, sull’importanza di tutte le lingue, dalla lingua madre a quella necessaria per comunicare nel Paese in cui si vive e sono stati organizzati tre momenti di festa: la festa di Natale, di Carnevale, la festa finale dedicata alle famiglie. Oltre a ciò, le famiglie sono state invitate a 3 incontri gestiti dall’equipe educativa del Servizio per i Giovani della nostra Cooperativa che hanno spiegato ai genitori dei ragazzi come affrontare i primi “conflitti” legati al periodo adolescenziale. Inoltre, sono state organizzate delle piccole uscite e delle gite: alla Biblioteca, al Centro di aggregazione giovanile, all’Ufficio Informa-giovani, a la Polisuta (torbiera e zona umida), al centro sportivo comunale, alla fattoria didattica “La Volpe sotto i gelsi” a San Vito al Tagliamento e al Museo della scienza e Immaginario scientifico di Torre di Pordenone.
“L’elemento più evidente che riassume la buona riuscita del progetto sostenuto dalla Fondazione Friuli – conclude Luigi- è dato dal risultato scolastico dei bambini seguiti che si evidenzia nell’ammissione di tutti alla classe successiva, ma soprattutto nella buona tenuta della frequenza non solo al servizio di supporto socio-educativo scolastico, ma anche a scuola, dove si sono registrate meno assenze. La parte più difficile e impegnativa è stata il coinvolgimento delle famiglie che presentano fragilità e complessità e che avrebbero richiesto più tempo per una presa in carico più adeguata alle specifiche necessità”. Il progetto è stato realizzato nel territorio di Casarsa della Delizia che conta circa 1.061 minori, di cui, quelli riferiti all’età scolare, limitatamente alle primarie e secondarie di 1° grado è di 680.


