Spazio alle Donne, da Miramare alla promessa di ritrovarsi

Quattro partecipanti di Spazio alle Donne sedute di spalle sugli scogli, di fronte al mare di Miramare.

A Casarsa della Delizia e a San Giovanni sono ripresi gli incontri di Spazio alle Donne. Dal 2009 il progetto ha accompagnato oltre 200 donne italiane e straniere in percorsi di crescita e autonomia. Quest’anno le iscritte sono una ventina e provengono da Bangladesh, Pakistan, India, Ghana, Nigeria, Algeria, Marocco e Togo. Daiana Turla, responsabile del nostro Servizio Famiglie, ci racconta come è nata la gita di giugno e da dove sono ripartiti i gruppi a settembre.

Come nasce una gita a Spazio alle Donne

Daiana, da dove è nata l’idea di andare a Miramare?

«Lo scorso giugno abbiamo concluso l’anno con le attività del gruppo Spazio alle donne con una bellissima gita al castello di Miramare a Trieste. Come succede sempre all’interno dei gruppi che si incontrano settimanalmente a Casarsa e San Giovanni, ci siamo sedute e abbiamo discusso di quali erano i desideri e i bisogni. Da queste riflessioni ne è nato il desiderio di prendersi una giornata, donne, mamme e bambini per visitare un posto bello, interessante e non troppo lontano. Perché anche attraverso la bellezza si impara, ci si sperimenta, si conosce il territorio, la sua storia, come funziona, si creano legami e nuove amicizie. Così abbiamo cercato insieme le informazioni sul castello di Miramare, chi ci ha vissuto, la sua storia, abbiamo cercato gli orari dei treni, capito quali cambi dovevamo fare, come prenotare i biglietti, far coincidere gli orari e partire.»

Che cosa ricordi di quella giornata?

«Siamo partite come al solito colorate, con zaini pieni di cibo, acqua, vestiti di ricambio per i bambini, passeggini e tanta emozione. Eravamo in 40 tra donne e bambini: abbiamo corso aiutandoci con borse e passeggini per non perdere le coincidenze dei treni, passeggiato tra le stanze del castello con gli occhi spalancati davanti alla bellezza e chiacchierato tra i viali alberati del parco. E davanti a quel mare abbiamo riempito i polmoni di aria marina e i pensieri di desideri, come si fa sempre davanti al mare. Ognuna pensava ai propri desideri personali, ma uno accomunava tutte, quello di rivedersi a settembre.»

In occasione dei 40 anni dalla sua fondazione, l’associazione Il Noce ha contribuito all’organizzazione e alle spese della gita.

Gli incontri a Casarsa e San Giovanni

Vi siete ritrovate a settembre. Da dove siete ripartite?

«E quindi eccoci ora, a settembre con i due gruppi che sono ricominciati a Casarsa presso la sede del Noce il giovedì mattina e presso il centro sociale del comune a San Giovanni, entusiaste, pronte ad affrontare le attività proposte e pensarne di nuove, per imparare meglio l’italiano, per socializzare, confrontarsi su tematiche del quotidiano che ci accomunano come la crescita dei nostri figli, il funzionamento del registro elettronico, lo spid, i figli adolescenti che mettono alla prova, cose di tutti i giorni, ma che condivise, confrontate e supportate diventano in molti casi più facili da affrontare.»

A San Giovanni il gruppo si incontra il venerdì mattina. Da settembre a novembre, a Casarsa, è in programma un modulo di alfabetizzazione in italiano con l’ente di formazione Soform. Durante l’anno sociale, alle lezioni di italiano si affiancano laboratori creativi e manuali, momenti di confronto e nuove uscite progettate con le partecipanti.

La rete di Spazio alle Donne

Il Comune di Casarsa della Delizia sostiene il progetto con risorse economiche, locali e il coordinamento di un dipendente comunale. Come Cooperativa Il Piccolo Principe gestiamo le attività sul campo. Alla coprogettazione partecipano anche i Servizi Sociali dell’Ambito Tagliamento, FAI e Il Noce, che ogni settimana mette a disposizione i propri spazi e il sostegno delle volontarie. Il Servizio PuntoInforma, lo Sportello Donna e il Centro per l’Impiego collaborano all’orientamento verso il lavoro.

Come sottolinea Aurora Gregoris, assessora alle Politiche Sociali di Casarsa della Delizia, la continuità del progetto offre alle donne un luogo accogliente dove trovare ascolto, formazione e orientamento, superare l’isolamento e accedere a nuove opportunità.

Per saperne di più su cosa facciamo per le famiglie visita la pagina dedicata del nostro sito.


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