Kalipè: l'approccio pedagogico per camminare assieme | Il Piccolo Principe

Kalipè: l’approccio pedagogico per camminare assieme

In questi tempi complessi, ricchi di opportunità ma anche di rischi, che disorientano soprattutto chi sta affrontando le più importanti tappe di crescita della propria vita, come gli adolescenti e i giovani, un approccio pedagogico può aiutare ad intercettare precocemente alcuni disagi e a considerare le difficoltà non solo come sintomi di una malattia, ma come battute d’arresto in un percorso di crescita. A fianco quindi di uno sguardo psicologico, orientato ad analizzare il comportamento e la mente, comprendendone gli aspetti più profondi, l’approccio pedagogico si prefigge il compito di accompagnare, per portare alla luce non solo criticità ma soprattutto potenzialità, di adattamento, di creatività e di socialità.

Noi vogliamo raccontarti cosa stiamo realizzando da alcuni anni in Friuli-Venezia Giulia. Volgiamo parlarti di Kalipè, il nostro spazio di ascolto e accompagnamento, perché con "passo lento e corto, possiamo stare nell'emozione, che sia gioia o dolore, viverla e farne tesoro."

 

Kalipè e l'approccio pedagogico

Ciascuno cresce solo se sognato

Danilo Dolci, educatore di strada e poeta

Quello che ci motiva e ci guida come educatori è l’importanza di saper cogliere la soggettività di ogni persona e saper guardare verso orizzonti che ancora non può vedere. Siamo accompagnatori, come guide di un ipotetico trekking nelle nostre splendide montagne, non forniamo un'analisi geologica, ambientale e naturalistica, non suddividiamo i camminatori e le camminatrici secondo degli schemi di comportamento, ma semplicemente camminiamo assieme a loro, perché abbiamo già percorso questa strada, sappiamo quali sono le sfide e le opportunità lungo il cammino

Nell’educare è racchiusa la parola “cura” e quindi prendersi cura, per sollecitare l’altro all’azione, senza sostituirsi, ma affiancandosi, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo della persona nella sua completezza affinché possa esprimere il meglio di sé.

Per entrare nel vivo dell'approccio pedagogico crediamo che non ci sia niente di meglio di una storia, perché ognuno di noi vive e racconta una storia personale, che è molto più di un insieme di parole, ma pensieri, emozioni, cadute e ascese, punti di arresto e nuove destinazioni.

 

La storia di Tommaso

La storia di Tommaso è una delle tante possibili, frutto di un cambiamento e di un momento di difficoltà, il passaggio dalle scuole medie a quelle superiori. Se alle medie Tommaso era inserito nel gruppo e aveva buoni voti, nel nuovo percorso delle superiori si trova a non essere più riconosciuto dai professori e dalle professoresse, si sente isolato dalla classe, si trova così a vivere un processo di autosvalutazione

La famiglia di Tommaso ci chiama e un nostro educatore cerca subito di sintonizzarsi con Tommaso, per capirlo ed ascoltarlo. Inizia così un percorso per comprendere assieme a lui cosa non va e come poterlo affrontare.

  • cosa c'è nel rapporto con la nuova classe che non funziona? Tommaso potrebbe aprirsi maggiormente?
  • scuole medie e superiori sono diverse, bisogna lavorare su una nuova immagine di sé
  • qual è il ruolo della famiglia di Tommaso in tutto questo? Un altro educatore si mette in contatto con i genitori per alleggerire l'ansia della madre di fronte alle difficoltà di Tommaso e lavorando invece più sul padre, che dimostra maggiore fermezza
  • Tommaso vuole cambiare scuola? Inizia un percorso al centro di orientamento per diventare più autonomo e prendere consapevolezza delle sue scelte

Dopo pochi mesi cos'è successo? Molto in verità. Tommaso ha deciso di non cambiare scuola, i suoi voti sono migliorati, è riuscito a stabilire un rapporto più sereno con i propri compagni di scuola (anche se non è amico di tutti, non si sente più estraneo alla classe) e anche l'immagine di sé è migliorata.

 

Kalipè, un viaggio, un lungo percorso assieme

Kalipè è un servizio gratuito per i ragazzi, che non richiede l'autorizzazione dei genitori, ma con cui si vuole attivare una collaborazione e una sinergia per individuare assieme le modalità migliori per riprendere ognuno il proprio cammino. A noi piace vederlo come un viaggio che ti raggiunge, perché l'adolescente non deve venire in uno studio, o in qualsiasi altra situazione formale, siamo noi a incontralo, dove si sente più a suo agio. L'obiettivo è farlo sentire accolto, ascoltato, capito. Valori che non sono scontati nella nostra società della performance.

Nella progettazione e realizzazione di Kalipè abbiamo il supporto e la supervisione di una psicoterapeuta, figura storica dell'Istituto Minotauro, ente impegnato da trent’anni in attività di ricerca-formazione e consultazione-psicoterapia rivolta in particolare ad adolescenti e a giovani adulti, dandoci preziose indicazioni per l'approccio pedagogico che incarniamo e stimolandoci a vedere la persona oltre il concetto di malattia e disagio.

In Friuli Venezia-Giulia collaboriamo con la cooperativa Aracon di Udine e con la cooperativa Thiel di Gorizia, impegnate a realizzare il servizio Kalipè nei loro territori, fornendo questi strumenti di viaggio anche agli insegnanti.

Sono tutti enti che condividono la nostra visione di educazione: un processo continuo di cambiamento in cui ognuno di noi, indipendentemente dal reddito, dalla nazionalità, dalla famiglia di origine, ha dentro di sé gli strumenti per seguire al meglio il proprio cammino. A fare spesso la differenza sono i “compagni di strada” e soprattutto quelle persone-guida capaci di prenderci per manoascoltandoci e credendo nelle capacità e infinite possibilità, che ogni persona ha nel proprio bagaglio di viaggio.

Se credi anche tu nell'importanza di Kalipè questo è il link per sostenerci
Grazie di cuore! Un buon viaggio è un cammino fatto assieme, per tornare casa, a se stessi, con nuove scoperte e consapevolezze!

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